22 novembre 2017

Il buio dietro le quinte di moda e spettacolo

Lo sconvolgente, lucido e preciso racconto di una ragazza che era arrivata "nel giro giusto. Nessuno ti violenta, non mi è mai successo. Avevo una lista di nomi a cui rivolgermi, tutta gente importante. Denunciare? Ero piccola e senza soldi, loro potenti. I miei genitori..."

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BELLINZONA – Un vaso di Pandora, quello che a Hollywood si sta aprendo su Weinstein, scoprendo anno di comportamenti dubbi e amorali. Ma in Ticino non è tutto rose e fiori, come vi abbiamo raccontato ieri, un tema di cui TicinoLibero si occuperà ancora (vedi suggeriti). Intanto, una ex modella (nome noto alla redazione), aspirante famosa, ci ha parlato della sua storia e perché ha detto basta.

Una narrazione emotiva, precisa, puntuale, sincera, che fatichiamo a interrompere con domande e richiesta di chiarimenti.

Cosa hai fatto nel mondo dello spettacolo?
“Ho iniziato a 15 anni coi concorsi di bellezza. Il mio obiettivo era di lavorare a livello italiano, a quei tempi sognavo il successo in Italia. Sebbene ero giovanissima, ero molto determinata e ben presto mi sono trovata nel giro giusto. Infatti in pochi anni avevo capito che i casting non servono a nulla. Il giro giusto era quello dei reality show, del successo in fretta. Anche in quei casi, non esistono casting, quello che fanno è business, pubblicità, soldi. Avevo la via diretta, tramite determinati fotografi, dato che lavoravo come fotomodella, sono arrivata davanti al contratto di uno di essi. Era il momento decisivo, dovevo firmare o no, poi non mi convinse l’ambiente e dissi no. Ho fatto tante cose, quell’episodio è stato forse quello in cui sono arrivata più vicina. Sono stata anche a Roma, sempre i fotografi di cui parlavo mi avevano dato una lista di nomi ai quali rivolgermi. Erano nomi importanti: adesso mi dicono perché non denuncio, ma come potevo, con gente come quella? Sono loro che ti mettono davanti a situazioni schifose. È successo a Roma, a Padova, dove uno mi ha chiesto se doveva portarmi a cena o se desideravo fare subito quello che c’era da fare. Lui, almeno, è stato diretto. Sennò, nessuno ti dice che se vieni a letto con me firmi, in modo trasparente, fanno dei giochi di manipolazione. Non hai così una vera prova”.

Per capire, raccontaci un’altra situazione in cui ti sei trovata, così capiamo le tecniche.
“Ti parlo dell’ultima, quella per cui ho detto basta. Avevo studiato teatro, sentivo che era la mia strada più della televisione. Per lavoro ho conosciuto un artista che cercava due protagoniste per uno spettacolo. Voleva un monologo e determinati lavori da presentare a Roma. Ai tempi studiavo, lavoravo, non avevo molti soldi, ma ho spaccato il mondo per arrivare lì, convinta che fosse l’occasione giusta. Mi sono trovata in questo teatro, e c’era solo lui, il che mi ha fatto dubitare sul tipo di casting. Abbiamo fatto un training teatrale assieme, che è fisico, e li ho percepito che c’era qualcosa che non andava nei suoi movimenti. Però nulla di evidente, per cui sono uscita di li domandandomi se era stata solo una mia percezione, dopo tutte le esperienze brutte, o se era accaduto qualcosa. La sera mi ha invitato a una cena con la troupe dello spettacolo del momento. Mi ha presentata come attrice agli altri, però mi sono resa conto che nessuno sapeva chi fossi, per cui prima della fine della serata ho detto che non mi sentivo bene e che sarei tornata in hotel, chiamando intanto il mio ragazzo di venirmi a prendere. Lui mi ha seguito e lì ho avuto davvero paura, mi sono chiesa ‘cosa faccio qui da sola a Roma a 23 anni?’. Sotto un arco mi ha messa spalle al muro e mi ha detto ‘perché dovrei scegliere te e non un’altra. Devi fare qualcosa che un’altra non fa’. Era ubriaco, sono riuscita a correre via, poi sono tornata a casa. Tra l’altro questa persona è stata accusata di reati molto brutti recentemente. Era l’unica volta in cui ero sicura, in cui non mi aspettavo niente del genere”.

Nel nostro piccolo mondo ticinese accadono queste cose o si parla solo dell’Italia?
“Succedono, ma la differenza è che Lugano è piccola e quindi si sa bene o male chi è così. Se sei un po’ intelligente eviti. Io non mi sono mai trovata in una situazione diretta con la persona su cui state indagando. Personalmente, a 16 anni mi pare sono andata da lui in ufficio con un’amica, dato che avevo già sentito cose strane. Mi aveva chiesto, oltre a quella fotografica, la prova di recitazione, in cui dovevo sedurlo. A quel punto, me ne sono andata, mi sono fermata lì”.

Pur sapendo, perché ci sei andata?
“Quando sei così piccola sei ingenua, non ti rendi conto del pericolo che potresti correre. Ti senti padrona del mondo, pensi che a te non succede, e che se anche accade, ti sai difendere”.

Altri episodi in Ticino?
“Sì, con una persona che si occupava delle prime pagine di una rivista. Mi aveva fatto delle avances, pesanti, quasi a livello di stalker, ed era intervenuto mio padre a darmi una mano. Poi ci sono stati dei servizi fotografici dove dovevi essere nuda sennò non arrivavi da nessuna parte. E io l’ho fatto diverse volte. Perché? Non lo so… La vedevo come una forma d’arte, mi manipolavano dicendo così e quindi ho posato nuda, anche se mai in modo volgare. Si creavano comunque situazioni strane. Non ho mai avuto paura che qualcuno mi facesse del male, tranne a Roma, ma che fossero lì con un altro scopo, quello sì. La lista dei nomi di cui parlavo prima l’ho conservata a lungo, qualche anno fa l’ho buttata via, non so nemmeno come mai. Lì mi sono chiesta se volevo davvero fare quello, e mi sono detta di no”.

Le altre ragazze con cui avevi a che fare come si comportavano?
“Ho conosciuto tante ragazze pronte diffamare qualcuno, oppure che vanno a letto con qualcuno e non arrivano dove vogliono dunque lo accusano diffamandolo. Non mi stupisco che abbiano certi atteggiamenti con le donne, una su dieci li mandava a quel paese. Lo schifo è da tutte e due le parti, e io ce l’ho a morte con le donne più che con gli uomini, perché va così dato che vi sono zoccole pronte davvero a tutto. Se non sei forte di carattere è difficile scappare, fare tutti quei casting, avere molte porte sbattute in faccia non è facile, ti logora”.

Perché non hai mai denunciato?
“Non denunciai perché ero piccola, non avevo soldi e dovevo battermi con persone potenti. Adesso non lo farei, assolutamente, visto che ho la mia vita, sono tranquilla e non voglio gettare energie in cose così brutte. Lo faccio per tutelare le altre? No, se non vuoi non vai a letto con queste persone. Loro non ti violentano, io non ho subito questo. O ci stai o sei tagliata fuori. Io ho rinunciato, il mio sogno… non so dove l’ho messo. Ma ho scelto di farcela con le mie sole forze”.

Se ripensi alla te stessa di allora, come ti vedi?
“Stupida, tremendamente stupida. Però nello stesso tempo intelligente perché nonostante fossi così piccola e piena di sogni ho sempre saputo dire di no. Da una parte dunque sono orgogliosa di me, però dall’altra non dovevo trovarmi in certe situazioni. Lo sapevo, perché quando entri nel giro lo sai. Del fotografo di cui vi state occupando, tutti sapevano, eppure ci sono andata…”

Citavi tuo padre e il tuo ragazzo. Lui e la tua famiglia come si comportavano in quel periodo?
“Il mio fidanzato mi è sempre stato molto vicino. Da quando l’ho conosciuto, veniva sempre con me. A Padova, gli avevo detto ‘metti in moto e vai’, lui era sempre presente. Solo a Roma sono andata da sola, credevo di andare sul sicuro conoscendo la persona. I miei genitori speravano che raggiungessi i miei sogni. Sono stati stupidi anche loro perché non si rendevano conto. Molte cose non le ho dette, quando sono andata a Roma con la lista credevano fossi da un’amica. Ai concorsi di bellezza venivano sempre, però dei buoni genitori non mettono la figlia in quelle condizioni. Ce l’ho anche con loro, andiamo d’accordo però se ripenso a quei tempi mi viene quasi da piangere, avrebbero dovuto avere più polso e proteggermi di più”.

Cosa diresti alle 15enni di oggi che vogliono sfondare?
“Che il mondo dello spettacolo è una gran merda e che se hanno un minimo di dignità e rispetto per sé stesse di starne alla larga. Ma non servirebbe a niente, perché qualcuno lo diceva già a me ai tempi e non ho ascoltato”.

Nella foto non è ritratta la nostra protagonista.

Fonte articolo clicca quì a cura di: Paola Bernasconi

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