17 ottobre 2018

Il cappotto e la sua ispirazione cinematografica

Schneiders Salzburg: un taglio netto alle lunghezze di trench e cappotto, senza rinunciare alla tradizione

Ispirazione cinematografica da "Il Terzo Uomo" con Orson Welles

Le rubriche di fashionchannel.ch: “Fashion, grandi nomi della moda, brand emergenti, tendenze e curiosità”

FIRENZE- Schneiders Salzburg ha presentato a Pitti Uomo 93 due grandi classici della sua storia, il Loden Coat “Hubertus” e il Trench indossato negli anni ’50 dal suo primo testimonial, il motociclista Fritz Dirtl, accorciandoli fino al primo quarto della coscia. Così i capi si impossessano della dinamicità contemporanea del giaccone, mantenendo tuttavia la linea asciutta ed aderente, che si ritrova nei cappotti 3/4.

L’ispirazione è cinematografica. “Il Terzo Uomo” è il film, la spy story che vede Orson Welles muoversi nella Vienna del secondo dopoguerra con un cappotto scuro, indossato con il bavero rialzato. Un’icona filmica che si riflette nel taglio dei due modelli più iconici realizzati dalla casa salisburghese, dal 1946 leader nella produzione di capispalla.

Lo stile ispirato ai primi anni ’50 si rintraccia nei revers ad ampio respiro, presenti in entrambi i capi, e nei particolari.
Il Trench infatti mantiene le spalline di foggia militare (Trench significa appunto “cappotto da trincea”) e il doppiopetto, con la tipica mantellina asimmetrica, mentre il Loden recupera dal classico storico “Hubertus” il piegone sulla schienache, in questo caso, presenta il fondo a bottoni che in antico ne consentiva l’apertura per cavalcare.

Redazione: fashionchannel.ch – A cura di AnnaBi & Laura Magn

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