14 dicembre 2017

Il recupero dello stabilimento Fratelli Mutti Headquarter

Casalgrande Padana ha contribuito al recupero sello storico fabbricato dello stabilimento produttivo dei Fratelli Mutti, ai piedi della collina fra Montechiarugolo, Traversetolo e Basilicanova, dove dal 1899 avviene la lavorazione del pomodoro.

Il recupero dello stabilimento Fratelli Mutti Headquarter

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REGGIO EMILIA-L’idea progettuale che ha condotto alla realizzazione della sede dei nuovi uffici Mutti ha preso forma grazie all’incontro tra Francesco Mutti – dal 1994 amministratore delegato dell’azienda – e Paolo Bedogni- architetto.
Il progetto, basato sul recupero del fabbricato storico in mattoni, esemplare unico di archeologia industriale, è il frutto di uno stimolante processo di elaborazione nel quale elementi antichi e nuovi sono stati composti in un mosaico unitario di straordinaria importanza funzionale per l’azienda, restituendo all’area abbandonata della fabbrica la sua vitalità.
L’addizione contemporanea nuova in metallo e vetro risolve la valorizzazione del corpo storico e l’integrazione degli uffici attuali. Attraverso l’opera di conservazione e riconfigurazione dell’edificio settecentesco viene così a delinearsi un nuovo raccordo tra le diverse parti dell’azienda con luoghi d’incontro, promenade, terrazze, scale e rampe.

Workin’connexion
La hall di ingresso, spazio connettivo e baricentro, rappresenta uno degli ambienti più significativi di tutto l’intervento poiché al suo interno si concentrano le relazioni in arrivo e in partenza e i rapporti tra i territori circostanti, l’azienda e tutta la sua gente.

Rievocando il pomodoro, la sua forma è invitante, morbida e senza spigoli. Il suo andamento circolare la identifica inequivocabilmente come il luogo della reception. Essa è stata collocata “ad arte” all’interno di un precedente spazio vuoto e ponendo particolare attenzione all’intersezione dei percorsi, che qui si intrecciano e che da qui si dipartono.

Una particolare cura è stata dedicata alla progettazione degli uffici, delle sale riunioni e dei luoghi di relazione e ristoro, ambienti pensati per nutrire la creatività del singolo sviluppando le potenzialità del lavoro di gruppo. In essi le aree di condivisione, comunicazione incontro – ritenute più importanti della singola postazione di lavoro – fanno da contrappunto a zone più raccolte, riflessive, individuali.
Il progetto si configura infatti come qualcosa di più complesso e tipologicamente articolato di un mero ambiente per il lavoro, aspirando a costruire un luogo stimolante, eccitante, creativo che rappresenta lo spirito più autentico del marchio italiano.

Skin glass 
Il progetto di questo edificio pone al centro il rapporto fra architettura, tradizione e sostenibilità, dando forma a tematiche storiche, sociali, energetiche e paesaggistiche.
L’attento recupero del complesso, grazie al rispetto delle sue partiture architettoniche, permette oggi a chi accede di partecipare idealmente ad una sorta di visita storica dell’azienda. E’ l’edificio stesso che, tramite l’involucro, conduce chi entra a passeggiare curiosamente, anche con lo sguardo, in diversi luoghi e a diverse altezze, mettendolo in contatto con quei segni che evocano l’identità storica dell’azienda: i colori, i materiali, le gelosie traforate di mattoni. Le alte vetrate della hall si affacciano sul verde rilassante di un ampio giardino e permettono all’occhio di proseguire oltre, verso i campi coltivati della pianura parmense.
Proprio come la pelle è il più esteso organo del nostro corpo e lo protegge, così le grandi vetrate tecnologiche che si sovrappongono al prospetto sud racchiudono l’edificio storico e contestualmente generano gli spazi di distribuzione orizzontali e verticali costituendo così’ molto più che un semplice riparo dall’ambiente esterno.
Gli aspetti ambientali legati al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di CO2 sono stati affrontati con particolare attenzione nella progettazione impiantistica e dell’involucro, tenendo conto delle caratteristiche bioclimatiche del luogo. Grazie all’intervento l’edificio ha ottenuto prestazioni corrispondenti alla Classe energetica A.

Gres covering
L’utilizzo sensibile del materiale ceramico rappresenta un valore aggiunto per il progetto sia nella sua composizione architettonica che nella scelta delle finiture.
La soluzione adottata per la pavimentazione interpreta l’articolazione delle diverse zone funzionali mediante la ricerca dell’essenzialità in accostamento cromatico, della funzionalità, delle potenzialità espressive dei materiali ceramici nello studio dei particolari.
La tonalità chiara delle lastre in gres fine porcellanato che rivestono il piano pavimentale della hall, degli uffici e dei percorsi di collegamento, valorizza la spazialità degli ambienti stabilendo un rapporto costante con l’involucro architettonico.
Tutte le pavimentazioni degli ambienti di lavoro sono caratterizzate dalla presenza di due vani tecnici a tutta lunghezza (realizzati con tecnologia Twin System) che ospitano il passaggio degli impianti, offrendo massima flessibilità a tutte le postazioni.
La delicata eleganza del color avorio della Pietra di Sardegna si affianca di volta in volta ai toni caldi del mattone in cotto, al legno degli arredi, al rosso della hall e all’azzurro degli antichi scuri recuperati, realizzando in ogni ambiente un raffinato accostamento materico.
Se all’interno degli uffici la scelta delle lastre di gres porcellanato assume un ruolo più quieto, neutrale e distensivo, nei servizi igienici il rivestimento parietale si carica di un forte significato simbolico. L’energia vitale del color “rosso Mutti”, interpretata con le lastre di Granitoker rosso naturale, si sprigiona con vitalità nel rivestimento a parete, esaltata dall’accostamento cromatico con la candida tonalità degli arredi ceramici.
Al primo piano, la tinta neutra della pavimentazione rivela su di sé i giochi chiaroscurali in continuo mutamento della luce naturale che si frange sulle vetrate policrome, vestendosi con le sfumature iridescenti del rosso e dell’oro, storiche cromìe della ditta Mutti.

Redazione: fashionchannel.ch – A cura di: Fabio Luciani

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