22 agosto 2018

«Sono stato ingenuo, mi sono fidato troppo di certe persone»

Alta tensione attorno al rinvio della seconda edizione della Swiss Beauty Expo. Ora gli espositori chiedono alla Città di annullare l’evento. Intanto l’organizzatore racconta la "sua verità"

«Sono stato ingenuo, mi sono fidato troppo di certe persone»
Locandina della fiera

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LUGANO – «Abbiamo chiesto all’organizzatore di restituire il denaro agli espositori che non sono intenzionati ad attendere la nuova data della fiera, a settembre». Parole di Fabio Schnellmann, capoufficio del Dicastero Cultura, Sport ed Eventi di Lugano. Il riferimento è alla seconda edizione della Swiss Beauty Expo, saltata per ben due volte a causa delle presunte inadempienze finanziarie dell’organizzatore. Un uomo che, nel frattempo, si sarebbe già intascato le quote di alcuni espositori. L’ottimismo del municipale va a sbattere contro una clausola ben precisa. Nel contratto firmato dagli espositori sta infatti scritto che, se l’evento viene spostato, non si ha diritto ad alcun risarcimento in caso di mancata partecipazione volontaria.

Pressioni sulla Città – Morale della favola? Gli espositori ora stanno facendo pressioni sulla Città di Lugano. L’obiettivo è quello di chiedere alle autorità l’annullamento definitivo dell’evento. Solo in questo modo potranno tentare di recuperare il loro denaro, anche tramite precetti esecutivi.

Rimandati a settembre – Inizialmente, la manifestazione era prevista a febbraio. Poi, il posticipo al weekend del 21 e del 22 aprile. Infine, un nuovo rinvio. Stavolta a settembre. Intanto, si scopre che l’organizzatore non ha versato gli anticipi né alla Città per l’affitto del Conza, né alla ditta che avrebbe allestito gli stand e la scenografia.

 L’altra campana – A questo punto abbiamo cercato di contattare direttamente il fatidico organizzatore. L’uomo, già contestato dopo la prima edizione dell’evento, a inizio 2017, ci ha risposto subito al telefono. In seguito, si è presentato dal vivo in redazione. «Sulla nostra organizzazione sono state scritte tante menzogne. Siamo sempre stati reperibili. Per chiunque. Non è vero che abbiamo debiti e non è vero che non abbiamo pagato la gente. Stavolta non abbiamo potuto accordare gli anticipi alla Città e agli allestitori per un semplice motivo. Molti espositori non ci avevano ancora versato la quota di partecipazione. Calcolate che la maggior parte arriva dall’estero. Non possiamo rischiare noi per loro».

Una clausola necessaria – Già. Ma intanto qualcuno non ci crede più. E vorrebbe gettare la spugna. Solo che c’è una clausola che impedisce qualsiasi tipo di rimborso a chi abbandona la fiera spontaneamente. «Qualsiasi contratto prevede clausole, accettate al momento della firma. Non ci vedo niente di male. È anche un modo per tutelare la serietà della manifestazione, nonché gli stessi espositori».

L’appello – L’organizzatore si rivolge, infine, agli espositori che già hanno pagato l’acconto. «L’evento è stato creato per il Ticino. Porta l’investimento di diverse aziende nella nostra realtà economica. Ci crede anche il Municipio. Capisco le aziende oneste che sono un po’ deluse. Probabilmente abbiamo sbagliato a fidarci troppo di certe persone, che non hanno mantenuto i loro impegni finanziari. Siamo stati ingenui. Il progetto è valido. È stato semplicemente spostato a settembre».

Scrive P. Mancini – Fonte tio.ch

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