In scena dal 14 al 16 aprile al Teatro Bellini di Napoli
Le rubriche di fashionchannel.ch: “DANZA & BALLETTO” con la Direzione artistica di Michele Olivieri
NAPOLI - Immagina quel posto di cui tutti parlano. Il luogo in cui cambieremo tutto questo. Quel mondo che è il risultato di tutti i nostri sforzi nel corso di questi anni. Quel posto che chiamiamo progresso. Potremmo chiamare quel posto, quel pianeta: “Pasionaria”. Esseri simili a noi, che sono stati perfettamente progettati per imitarci, vivono lì. Ciò che chiamiamo vita è diventato un paesaggio artificiale e i suoi abitanti si sono trasformati in gadget tecnologici che hanno perso ogni tipo di passione. Il presente in cui viviamo ci fa immaginare un futuro in cui abbiamo semplicemente smesso di sentire. Un futuro in cui non riusciamo neanche più a riconoscere noi stessi o a sentire che stiamo vivendo la nostra stessa vita. Il dolore e la passione sono ciò che ci differenzia dai robot o dalle statue, e useremo quei corpi inerti – protagonisti della pièce – per guardare noi stessi, trovare le differenze e scoprire se siamo ancora vivi. “Pasionaria” mette in discussione il distacco emotivo verso cui ci stiamo muovendo. Una riflessione su quell’idea di progresso che ci viene imposto. Il mondo artificiale verso cui siamo spinti e violentemente gettati, dove individualismo e una sorta di codardia morale stanno trasformando il mondo attuale in un luogo di adulti indifesi. Un futuro che è – per fortuna – ancora lontano.
“La miscela di tutto questo è molto evidente: da Solaris di Tarkovskij al cinema di Lynch, dal retro-futurismo alla nostalgia per Kubrick. In ‘Pasionaria’ ci comportiamo come androidi che imitano gli umani. La logica è spostata e l’ossessione della meccanizzazione del gesto è evidente. ‘Pasionaria’ è un’allegoria del futuro ma dove il presente viene effettivamente messo in discussione. In Pasionaria tutto avviene senza profondità, senza emozione. La vita e il tempo sono leggeri, veloci: riusciamo a malapena a prenderli. Sempre con un alone comico e surreale, lo spettacolo ci presenta esseri simili a noi, distaccati, lontani dalle emozioni e dalle passioni in una società dove l’individuo risulta più forte del gruppo, dove il collettivo è sempre caos e l’individuo è sempre egoista. Pasionaria inizia con la Passione secondo Giovanni di Bach e finisce con la Passione secondo Matteo: tutto quello che succede tra questi due universi si tinge di una carica retro-futuristica, di un tempo in cui i sintetizzatori speculavano sull’immaginazione di un futuro lontano. Oggi ascoltiamo tutto questo da un luogo che ci fa sentire nostalgici e che si adatta molto bene al senso di perdita, all’assenza di speranza.” Marcos Morau (intervista Triennale Magazine)
“L’astro nascente Marcos Morau va alla ricerca di ciò che ci rende umani. Dalla sua base in Spagna, il coreografo Marcos Morau sta lavorando duramente per conquistare l’Europa”. (International Theater Amsterdam)
Marcos Morau (Valencia, Spagna, 1982) ha studiato coreografia presso l’Institut del Teatre de Barcelona, il Conservatorio Superior de Danza de Valencia e Movement Research a New York. Ha realizzato il suo progetto di assistenza coreografica con il Nederlands Dans Theater II e con la compagnia IT Dansa diretta da Catherine Allard. Le sue capacità artistiche non si limitano alla danza ma si estendono a discipline come la fotografia e il teatro. Costruisce mondi e paesaggi immaginari in cui il movimento e l’immagine s’incontrano e si fondono. Nel 2005 ha fondato la sua compagnia, La Veronal, di cui è tuttora direttore, coreografo e scenografo, light designer e costumista. Ha anche realizzato opere per la National Dance Company of Spain, Scapino Ballet Rotterdam, Skånes Dansteater, Göteborg Operans Danskompani, Ballet de Lorraine o Carte Blanche Norway, tra gli altri.
Pasionaria
ideazione e regia Marcos Morau
coreografia Marcos Morau in collaborazione con i danzatori e le danzatrici
con Àngela Boix, Jon López, Ariadna Montfort, Núria Navarra, Lorena Nogal, Shay Partush, Marina Rodríguez, Sau- Ching Wong
scenografia Silvia Delagneau
sound design Juan Cristóbal Saavedra
disegno luci e direzione tecnica Bernat Jansà
video Esterina Zarrillo
costumi Carmen Soriano
compagnia La Veronal
produzione Juan Manuel, Gil Galindo and Cristina Goñi Adot
coproduzione Teatros del Canal - Madrid, Théâtre National de Chaillot - Paris, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg - Luxembourg, Sadler’sWells - London, Tanz im August - HAU Hebbel am Ufer - Berlin, Grec2018 Festival de Barcelona – Institut de Cultura Ajuntament de Barcelona - Barcelona, Oriente Occidente Dance Festival - Rovereto, Mercat de les Flors - Barcelona, con la collaborazione di El Graner Centre de Creació - Barcelona, con il supporto di INAEM-Ministerio de Cultura y Deporte de EspañaandICEC – Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya
A cura di Michele Olivieri (Direttore Sezione Danza)