MODA/FASHIONIn viaggio verso Badde Salighes

23.02.2023 - 14:00
Dal Galles a Bolotona alla ricerca del senso perduto.
Credit ph. ANTONIO MARRAS
Credit ph. ANTONIO MARRAS
In viaggio verso Badde Salighes
Dal Galles a Bolotona alla ricerca del senso perduto.

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MILANO - È un viaggio avventuroso, quasi pericoloso e imprevedibile, quasi una follia! Quando la signora Piercy si sentì ordinare dal marito di fare i bagagli per l’ennesimo viaggio verso un nuovo mondo si sentì svenire. Aveva mal sopportato viaggi in Inghilterra, in Francia, Spagna e Sudamerica, addirittura in India e in Birmania ma ora, ora era troppo!

Si parlava di Sardegna! Addirittura di Sardegna, posto sconosciuto ai più, regno di pastori e analfabeti. Posto difficile da individuare nella cartina geografica, posto che il Commonwealth non annovera tra i suoi possedimenti e che la National Geographic non degna neanche di attenzione antropologica.

Luogo non solo di completo disinteresse al mondo civile ma da rifuggire. Tra la malaria, la mancanza di strutture, la rada popolazione, grovigli di vegetazione inospitali e invivibili, rocce invalicabili e poi si parla di banditi barbari e feroci. Chi? Dico, chi? Chi avrebbe potuto accettare un incarico al centro di quell’ Isola inospitale e ignota ai più per costruire poi una ferrovia? Una ferrovia per collegare cosa? Chi? Una follia!

Quel Sant’uomo di suo marito! Quel benefattore, l’Ingegner Benjamin Piercy. Solo lui, unico al mondo, avrebbe potuto accettare di addentrarsi in un paese ancora primitivo e rinunciare alle comodità, alla vita sociale, alle feste, alle riunioni al club, al tè delle cinque, al gin tonic e al cricket?

Ma non pensa alle sue figlie? A chi andranno spose? A un pastore? A un bandito? E chi frequenteranno e chi le insegnerà il francese, chi il latino, chi ad andare a cavallo all’amazzone e chi a riconoscere le miriadi di varianti di rose che abbiamo nel nostro giardino?

Ma nessuno svenimento, nessun pianto, nessuno sciopero bianco, nessuna argomentazione o supplica convinsero l’ingegner Piercy a rinunciare all’incarico.

Ma il saggio ingegnere, conoscendo la moglie, prima di far trasferire la famiglia, fece costruire al centro di una valle chiamata Badde Salighes, nel territorio di Bolotona, al centro della Sardegna più incontaminata, una villa, una Mansion, un maniero pazzesco immerso tra la vegetazione locale. Lentischi, il mirto, lecci, boschi di sughereti, corbezzoli, ginepro, olivastro, carrubi, elicriso, cisto, euforbia, rosmarino, tutte le varietà del bacino mediterraneo erano annoverate in quella valle dell’Eden (checché ne pensasse Mrs Piercy). In più, l’ingegnoso ingegnere fece piantare tutto intorno una serie di piante esotiche che aveva portato con sé, e che trapiantava al ritorno, dai suoi viaggi all’estero e poi ancora rose rose rose di tutte le qualità e ibridazione.

Il risultato fu strabiliante, persino Mrs Piercy, finalmente trasferita, non poté fare a meno di amare quel luogo! Una villa, unica nel suo genere, immersa nei boschi tra piante spontanee, sentieri e rocce e silenzio, solo silenzio rotto dai richiami delle poiane e giardini di piante esotiche trapiantate arrivate da tutte le parti del mondo che si innestano tra di loro.

È un incrocio, un incontro, un intarsio, un amalgamarsi, un sovrapporsi di motivi, di disegni, di fiori, di colori, di stili, di volumi, di sapori e di saperi che si diffonde nell’aria.

E le ragazze Piercy si appassionano a fare lunghe passeggiate in campagna a fare birdwatching o alla ricerca degli intimi segreti della rosa montana per esaminarla petalo per petalo tra i misteriosi profumi del muschio e le gocce di rugiada. È bella in autunno la valle. Le ragazze indossano abitoni a fiori ampi e ondeggianti oppure rigorose giacche sartoriali e gonnelloni a pieghe. Le giacche da uomo loose sono adornate da sparkling patch, ornate da stralci di fiori, da decori preziosi. I tailleur pantalone sono di ispirazione maschile ma interrotti da dettagli femminili e seducenti. Le maglie sono avvolgenti, confortevoli con motivi hand made, trecce e intrecci. Oppure jacquard e ricami bouquet o applicazioni di jais e tessuti. I parka per andare nei boschi sono ricamati e impreziositi da gioielli e intarsi di fake fur di volpe fulva.

I materiali sono quelli tipici della tradizione. Pied de poule, Prince de Galles, tartan, chevron, lana cotta, damasco, seta, tulle e taffettà.

La palette è quella del sottobosco, della natura incontaminata, del cielo e delle mille sfumature delle rose. Verde salvia, verde palude, verde olivo e verde lime. Poi zafferano, becco d’ oca, ruggine e i marroni. Il color seppia, il ramato, il glassé, il cioccolato e testa di moro. E ancora le nuances degli azzurri, il ceruleo, l’avio, il celeste e il carta da zucchero. I beige, sabbia, e il polvere.

Ovviamente il nero più intenso insieme ai più squillanti gialli e rosa.

È un insinuarsi al centro di un’ Isola mai calpestata prima da essere umano, un addentrarsi in un territorio sconosciuto, un territorio ideale per chi ama la natura, e per chi crede che gli alberi, le piante, le rose hanno un ‘anima e che l’innesto di una cultura altra sia un valore aggiunto prezioso e folgorante.

Redazione Fashion

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