Arte e Cultura
19.02.2018 - 09:250
Aggiornamento 01.10.2018 - 15:54

Il Nuovo Balletto Classico al Manzoni di Milano

Le rubriche di fashionchannel.ch: “ARTE e CULTURA”, alla scoperta di di artisti, mostre e spettacoli,  con anche la firma prestigiosa di Michele Olivieri

MILANO-Il balletto Sagra della Primavera di Igor Stravinski è andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1913 con la coreografia di Nijinski, ripreso poi da Massine nel 1920 e quindi da Marta Graham, Bejart, e molti altri. La forte timbrica innovativa dell’opera fece scalpore a suo tempo ma ancora oggi aggredisce e conquista ogni ascoltatore. Stefanescu se ne innamora già nel 1985 ma riuscirà a metterlo in scena solo nel novembre 1986 con uno spettacolo al Teatro ‘Valli’ di Reggio Emilia ripreso integralmente dalla RAI, riscuotendo un grande successo fu richiesto in molti teatri italiani e per diverse tournée all’estero. Il noto balletto nasce dalla leggenda primitiva dove, a primavera, s’immolava una vergine eletta per propiziare, il beneficio degli dei.

Stefanescu pur attratto dall’originale bellezza della musica che gli ricorda immagini fantastiche e genuine agli albori dell’umanità dove l’Uomo, protagonista dello spettacolo, sperimenta con curiosa intensità ogni elemento della natura, ha un’istintiva ripugnanza per l’orribile rito della giovane che deve venire uccisa dal gruppo e decide, rischiando di persona, di salvarla proiettandosi in un nuovo mondo – e qui è Smetana, che lo ripaga immergendolo nella ricca e fantastica Natura, così ben descritta nella Moldava, che chiuderà la prima parte dello spettacolo.

Nella seconda parte del balletto Stefanescu partendo da una riflessione, quasi autobiografica, mette l’accento sull’estenuante lotta dell’uomo contro l’aggressività che ritrova dentro di sé. In collaborazione col suo amico compositore, Adrian Enescu, sceglie una musica che si dipana su nove brani contrastanti per illustrare l’inclinazione dell’Uomo a cedere al fascino della violenza e della guerra più che alle scelte di pace. Chiamerà questo balletto infatti “Dialogo con l’infinito” perché è una lotta che sembra non risolversi mai. L’uomo di Stefanescu solo in extremis dopo esser sfuggito al peggio si lascia condurre per mano, sul silenzio di una musica, da ciò che veramente ama e desidera per sempre: la Pace.

I protagonisti della serata al Manzoni di Milano saranno i primi ballerini: Elena Casolari, Michela Mazzoni, Dorian Grori e Rezart Stafa oltre il corpo di ballo di quasi trenta ballerini del Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia. Lo spettacolo di Stefanescu fa riflettere sul problema dei femminicidi che non sta tanto nei retaggi del passato ma che alberga nell’intimo degli uomini dove spesso cova l’aggressività e la violenza che si riversano verso chi è meno forte, per questo il coreografo ha chiamato lo spettacolo “Risveglio dell’Umanità.” (www.teatromanzoni.it)

Redazione: fashionchannel.ch – A cura di: Michele Olivieri

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