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Dopo oltre settanta anni ancora affiorano dai meandri dei ricordi e del tempo storie che lasciano senza fiato per la loro valenza morale e che meritano di essere incastonate e salvate come “tesoro di memoria” per le generazioni successive.
La storia delle famiglie ebree scappate dal ghetto di Roma che cercarono e trovarono rifugio a Fiuggi, dove negli anni della serenità avevano svolto le loro placide villeggiature a Villa Littoria, è riaffiorata dall’oblio per una serie di circostanze fortuite o forse perché questo era il suo destino… venire alla luce ora, in tempi dove la solidarietà e la fratellanza iniziano a latitare pericolosamente.
I vecchi ricordi di conversazioni familiari hanno sollecitato la curiosità che, grazie alle nuove tecnologie, ha potuto trovare immediata soddisfazione, e come per incanto le chiacchiere familiari degli inverni della mia gioventù si sono concretizzate in un articolo apparso su un giornale locale nel 1994, Il Fiuggi, dove un testimone oculare, Carlo D’Amico, raccontava con dovizia di particolari le vicissitudini delle famiglie ebree approdate a Fiuggi nel lontano ‘43 e del coraggio di coloro che rischiarono la vita per metterle in salvo.
Una storia vera che ho romanzato per raccontare alle nuove generazioni, un’esperienza indimenticabile e sempre attuale: la storia della fratellanza e della solidarietà tra esseri umani a prescindere dalle loro idee, dalla loro religione e dalle loro credenze.
La storia di Villa Littoria è una storia che merita di essere ricordata, e il fatto che sia venuta alla luce dopo tanti anni è un segnale che dovrebbe stimolare le nostre coscienze a perpetrare la memoria di quello che è accaduto affinché non accada più nulla del genere.
Questa storia e quegli uomini sono la nostra speranza per un futuro migliore, per questo li ho voluti riscoprire… perché spesso ricordare il passato costruisce un futuro migliore…
Redazione: fashionchannel.ch – Scrive: Giancarlo Germani