Dopo le proteste del 16 e 17 ottobre, uno studente del collettivo Deriva racconta le ragioni della piazza e le violenze in centro.
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MILANO; OTTOBRE - Le proteste del 16 e 17 ottobre a Milano hanno riacceso il dibattito sulle tensioni sociali, il caro vita e i limiti della contestazione. A raccontare la propria versione è uno studente del collettivo Deriva, intervistato da Fanpage.it, che invita a non ridurre quanto accaduto alle immagini delle vetrine danneggiate o a una semplice divisione tra manifestanti pacifici e violenti.
Secondo il giovane, la mobilitazione di sabato sarebbe nata spontaneamente sui social, senza la regia di partiti o organizzazioni, per dare voce al malessere legato agli affitti e al costo della vita. Il corteo, spiega, sarebbe poi degenerato dopo il blocco in via Broletto e le tensioni con le forze dell’ordine.
Lo studente definisce simbolica l’occupazione delle vie più esclusive del centro, considerate inaccessibili a chi fatica a sostenere le spese quotidiane. Sulle aggressioni ai negozi e sulle vetrine infrante, evita una condanna netta, pur riconoscendo che la violenza non può diventare una pratica da replicare.
Il collettivo punta ora a dare alla protesta una direzione più politica, collegandola alle difficoltà delle periferie e ad altre mobilitazioni in Italia.
Redazione People