CUCINA E DINTORNIDonna Emma ad Amalfi: architettura sospesa tra cielo, mare e design

16.06.2026 - 16:30
Antonio Girardi firma un ristorante immersivo tra Costiera, luce e materia elegante
Donna Emma: il ristorante firmato dall’architetto Antonio Girardi Ph. Credit Francesco Dolfo
Donna Emma: il ristorante firmato dall’architetto Antonio Girardi Ph. Credit Francesco Dolfo
Donna Emma ad Amalfi: architettura sospesa tra cielo, mare e design
Antonio Girardi firma un ristorante immersivo tra Costiera, luce e materia elegante

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L’architetto Antonio Girardi ha firmato il progetto del ristorante Donna Emma, trasformandolo in un’esperienza immersiva sospesa tra cielo e mare, dove architettura e interior design hanno dialogato costantemente con il paesaggio unico della Costiera Amalfitana.

«La prima sensazione entrando nello spazio è stata quella di trovarmi sospeso tra cielo e mare», ha raccontato Girardi. Da questa percezione è nata l’idea di un luogo che avesse nella vista su Amalfi il suo centro vitale, esaltando il rapporto diretto e continuo con l’orizzonte.

Il progetto, ospitato all’interno dell’Hotel Miramalfi, ha preso forma come ambiente essenziale e sofisticato, caratterizzato da grandi vetrate che hanno dissolto il confine tra interno ed esterno. Le linee leggere della struttura hanno contribuito a creare una sensazione di sospensione, amplificata dal soffitto disegnato con conche morbide e sinuose, capaci di guidare lo sguardo e dare ritmo allo spazio.

L’equilibrio estetico è stato costruito attraverso contrasti calibrati: tonalità profonde come viola e nero si sono alternate a dettagli salvia, mentre il pavimento a scacchi bianco e nero ha dialogato con superfici scure e finiture in ottone lucido. A controbilanciare questa intensità visiva, materiali naturali come bambù e rattan hanno introdotto calore e leggerezza, insieme agli arredi Bonacina scelti per bar e veranda.

Anche la componente funzionale è stata integrata nel progetto con discrezione: le librerie hanno nascosto le postazioni operative, la cantina vini ha ripreso il linguaggio degli arredi e le porte tagliafuoco sono diventate elementi narrativi grazie a oblò in ottone ispirati al mondo nautico.

Il risultato è uno spazio contemporaneo e identitario, profondamente legato ad Amalfi ma lontano da ogni retorica, dove il dialogo continuo tra interno ed esterno ha dato vita a un’esperienza fluida, elegante e immersiva.

Redazione Food

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