Cucina e dintorni
11.09.2018 - 12:250
Aggiornamento 25.10.2018 - 09:34

Milano Golosa 2018

Le rubriche di fashionchannel.ch: “CUCINA E DINTORNI” la rubrica dedicata alla cultura enogastronomica e al mondo dei viaggi

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MILANO-Assaggiare un formaggio vulcanico dell’Alta Irpinia, scoprire l’origine del Bazzone e del Biroldo o degustare la Melanzana Rossa di Rotonda, coltivata sul Pollino.
Una esperienza che sarà possibile fare dal 13 al 15 ottobre 2018 a Palazzo del Ghiaccio grazie a Milano Golosa che – anche quest’anno per la settima edizione – porta nella città meneghina artigiani del gusto selezionati in tutta Italia grazie a un’attenta ricerca gastronomica del Gastronauta©.
L’omaggio di Davide Paolini alla cultura del gusto, tra assaggi, degustazioni guidate, showcooking e lezioni. Oltre ai banchi degli artigiani del gusto per gli appassionati di vino ci sono le masterclass organizzate con WineMi, la rete che raggruppa cinque enoteche storiche milanesi. Ampio spazio poi per acquistare e degustare i panini delle migliori paninoteche italiane nell’area PaniniAmo con la collaborazione della Fondazione Accademia del Panino Italiano e tanti momenti per scoprire il mondo delle osterie.

Durante i tre giorni di Milano Golosa i veri protagonisti saranno comunque sempre gli artigiani del gusto che, come in un grande mercato cittadino, faranno scoprire, conoscere e acquistare prodotti artigiani gastronomici del Paese, vera memoria della cultura del gusto dell’Italia. Tra le curiosità di quest’anno c’è il Carmasciano, un formaggio vulcanico prodotto nell’Alta Irpinia dall’azienda Carmasciando. Un pecorino caratterizzato da sentori di zolfo che derivano dalla mefite della Valle d’Ansanto. Sempre in Campania, ad Alvignano, il caseificio

Il Casolare, solo con latte di bufala, realizza la Fabula, un formaggio a crosta fiorita edibile, simile al camembert, la cui particolarità è che dopo la produzione, anche a distanza di 25/30 giorni, anziché indurire, diventa più cremoso: ecco perché in passato veniva chiamato “formaggio sbagliato”. Spostandoci in Veneto, il caseificio Moro Formaggi di Oderzo ha recuperato le vecchie tecniche di stagionatura e affinamento dei formaggi usate dai contadini e dai pastori per conservarli, invecchiarli e insaporirli. Le croste vengono aromatizzate con vinacce, fieno, erbe e cenere. Tra questi c’è il Fior d’Arancio, un erborinato il cui nome deriva dal vino passito utilizzato per l’affinamento delle forme. Tra i salumi ci sarà il Bazzone della Media Valle del Serchio e della Garfagnana, un prosciutto di nicchia dalla forma allungata che ricorda un mento pronunciato, in dialetto autoctono bazzo. Sarà proposto dall’Antica Norcineria di Coreglia Antelminelli insieme al Biroldo, un salume fatto con testa, cuore, lingua, cotenne e polmone del maiale, lessati, tagliati a pezzetti, amalgamati con quadretti di lardo, sangue, sale, pepe, cannella, noce moscata, coriandolo e chiodi di garofano, insaccati nella vescica del suino, cuciti e poi messi di nuovo a bollire.

Nelle colline del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, l’azienda Fracassa produce la Ventricina nello stomaco, realizzata con lardo e carne di suini locali, sale dolce di Cervia, erbe aromatiche. Con carne di suino nero lucano, nutrito con ghiande e allevato allo stato brado, l’azienda agricola biologica Agrimar di Genzano di Lucania, produce la salsiccia di Cancellara, un prodotto norcino locale, ottenuto dalle parti più magre del maiale, impastate con sale, polvere di peperone, finocchietto selvatico, insaccate nel budello naturale dell’animale, trasformate nella tradizionale catena e fatte stagionare per almeno 30 giorni. Infine un omaggio alla biodiversità, con prodotti di nicchia provenienti dai contadini eroici del Rural di Rivalta di Lesignano de’ Bagni (PR) che coltivano e allevano varietà di piante e tipologie di animali ormai dimenticati (patata quarantina, prugna zucchella, pomodoro riccio di Parma, pecora Cornigliese e Massese, cavallo Bardigiano, asino Romagnolo, la vacca grigia Appeninica, Bardigiana) e il Consorzio della Melanzana rossa di Rotonda e del Fagiolo bianco poverello, coltivate nel cuore del Parco nazionale del Pollino, a un’altitudine di 580 m s.l.m.

Redazione Food – A cura di: Sara Biondi

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